Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Aggiornamenti in aritmologia
52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Relazione tra frammento N-terminale del propeptide natriuretico cerebrale e prognosi nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica


È stata determinata la relazione tra le concentrazioni sieriche del frammento N-terminale del propeptide natriuretico cerebrale ( NT-proBNP ) e la prognosi nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica.

In totale, 847 pazienti ( 53 anni, 67% maschi ) con cardiomiopatia ipertrofica ( 28% con ostruzione dell’efflusso del ventricolo sinistro maggiore o uguale di 30 mmHg a riposo ) sono stati seguiti per 3.5 anni.

La concentrazione media di NT-proBNP era 78 pmol/l ( range: inferiore a 5-1817 pmol/l ).

L’8% dei pazienti ( n=68 ) ha raggiunto l'endpoint primario di mortalità per tutte le cause o di trapianto cardiaco.

La concentrazione di NT-proBNP ha predetto la sopravvivenza a lungo termine dall’endpoint primario ( area sotto la curva ROC 0.78 ).

Una concentrazione sierica di 135 pmol/l o superiore è risultata associata a un tasso annuale di eventi del 6.1%.

Sono stati identificati tre predittori indipendenti di esito primario: classe NYHA III/IV ( hazard ratio, HR=2.10, P=0.008 ), frazione di eiezione ( HR=0.98, P=0.035 ), log di NT-proBNP ( HR=2.04, P minore di 0.001 ).

Log di NT-proBNP è stato un predittore significativo di insufficienza cardiaca e decessi correlati al trapianto ( n=23; HR=3.03, P minore di 0.001 ), ma non di morte improvvisa o di impulsi opportuni da defibrillatore cardioverter impiantabile ( n=11; HR=1.54, P=0.111 ).

Nei pazienti con frazione di eiezione maggiore o uguale al 50% ( n=673 ), log di NT-proBNP è rimasto un predittore indipendente di esito primario ( HR=2.11, P minore di 0.001 ).

In conclusione, nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, una elevata concentrazione di NT-proBNP è un forte predittore di prognosi, in particolare di morte correlata ad insufficienza cardiaca e di trapianto. ( Xagena2013 )

Coats CJ et al, Eur Heart J 2013; 34: 32: 2529-2537

Cardio2013



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