52 convegno cardiologia milano
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Associazione Silvia Procopio

Modelli ed esiti di trasfusione di emazie in pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo


Alcuni studi hanno mostrato variazioni nell'uso di trasfusione di cellule rosse del sangue tra i pazienti con sindromi coronariche acute.
Non ci sono dati definitivi per l'efficacia della trasfusione nel miglioramento degli esiti, ed esistono dati preoccupanti sui possibili effetti dannosi.
Le pratiche trasfusionali attuali in pazienti sottoposti ad intervento coronarico percutaneo ( PCI ) non sono ben definite.

Sono stati determinati gli attuali modelli di trasfusione di sangue nei pazienti sottoposti a procedura PCI, e l'associazione della trasfusione con esiti avversi cardiaci negli ospedali degli Stati Uniti.

È stato effettuato uno studio di coorte retrospettivo di tutte le visite di pazienti dal Registro CathPCI nel periodo 2009-2013 che includevano l’intervento coronarico percutaneo, escludendo i pazienti con dati mancanti sulle complicanze emorragiche o che hanno subito un intervento chirurgico di bypass coronarico in ospedale ( n=2.258.711 visite ).

Gli esiti primari erano rappresentati dai tassi di trasfusione nella popolazione generale e per ospedale ( n=1.431 ).
È stata anche misurata l'associazione della trasfusione con infarto miocardico, ictus e morte dopo aver tenuto conto della propensione di un paziente per la trasfusione.

Il tasso globale di trasfusione è stato del 2.14% e i tassi di trasfusione trimestrali sono leggermente diminuiti nel periodo 2009-2013 ( dal 2.11% al 2.04%, P minore di 0.001 ).

I pazienti che avevano più probabilità di ricevere trasfusioni erano più anziani ( media, 70.5 vs 64.6 anni ), erano donne ( 56.3% vs 32.5% ) e avevano ipertensione ( 86.4% vs 82.0% ), diabete ( 44.8% vs 34.6% ), grave disfunzione renale ( 8.7% vs 2.3% ), precedente infarto miocardico ( 33.0% vs 30.2% ), o insufficienza cardiaca precedente ( 27.0% vs 11.8% ).

Complessivamente, il 96.3% dei Centri ha somministrato una trasfusione a meno del 5% dei pazienti, e il 3.7% dei Centri ha effettuato una trasfusione al 5% dei pazienti o più.

Le variazioni dei tassi di rischio standardizzato ospedaliero di trasfusione persistevano anche dopo aggiustamento e gli ospedali hanno mostrato variabilità nelle loro soglie trasfusionali.

Aver ricevuto una trasfusione è stato associato a infarto miocardico ( 42.803 eventi; 4.5% vs 1.8%; odds ratio, OR=2.60 ), ictus ( 5.011 eventi; 2.0% vs 0.2%; OR=7.72 ) e decesso in ambito ospedaliero ( 31.885 eventi; 12.5% vs 1.2%; OR=4.63 ), a prescindere dalle complicanze emorragiche.

In conclusione, tra i pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo in ospedali degli Stati Uniti, vi è stata una notevole variazione nelle pratiche di trasfusione di sangue, e aver ricevuto una trasfusione è risultato associato a un aumentato rischio di eventi avversi cardiaci in ospedale.
Questi risultati osservazionali possono giustificare uno studio randomizzato di strategie trasfusionali per i pazienti sottoposti a procedura PCI. ( Xagena2014 )

Sherwood MW et al, JAMA 2014; 311: 836-843

Cardio2014 Emo2014


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