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52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Le statine producono effetti benefici nei pazienti con insufficienza cardiaca ?


La morbilità e la mortalità rimane alta nei pazienti con insufficienza cardiaca sistolica cronica nonostante il trattamento con gli Ace-inibitori, i beta-bloccanti, gli antagonisti dell'aldosterone ed i bloccanti dell'angiotensina ( sartani ).
Studi clinici controllati con placebo e randomizzati, che hanno interessato più di 80.000 soggetti, con o senza malattia coronarica, hanno indicato un beneficio delle statine in alcuni gruppi di pazienti.

Poiché in questi studi il principale effetto delle statine è stato quello di ridurre gli eventi coronarici fatali e non-fatali, l'azione benefica di questi farmaci nei pazienti con insufficienza cardiaca potrebbe non essere stata completamente evidenziata.

Infatti, i pazienti con insufficienza cardiaca presentano una più alta incidenza di morte improvvisa e di morte per peggioramento dell'insufficienza cardiaca rispetto ai pazienti senza insufficienza cardiaca, mentre la probabilità di morire per infarto miocardico è bassa.
I pazienti con insufficienza cardiaca vanno infatti incontro ad un numero inferiore di eventi coronarici non-fatali rispetto ai pazienti senza insufficienza cardiaca.

Il rapporto rischio/beneficio delle statine nei pazienti con insufficienza cardiaca sistolica sintomatica non è stato ben definito.

Per meglio comprendere il ruolo delle statine nei pazienti con insufficienza cardiaca sistolica cronica sono stati progettati due studi clinici: GISSI Heart Failure Trial e lo studio CORONA.

L'obiettivo principale dello studio CORONA ( Controlled Rosuvastin Multinational Study in Heart Failure ) è quello di determinare se la Rosuvastatina, quando aggiunta ad altri farmaci per il trattamento dell'insufficienza cardiaca, sia in grado di ridurre il rischio dell'endpoint combinato di morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non-fatale o ictus non-fatale.

Lo studio è stato riservato a pazienti di età pari o superiore ai 60 anni, con insufficienza cardiaca sistolica ( classe NYHA II-IV ) cronica, sintomatica, ad eziologia ischemica, e con una frazione di eiezione uguale o inferiore al 40% ( 35% per i pazienti in classe NYHA II ).

Non sono stati considerati eleggibili i pazienti già trattati con una statina o con altri farmaci che riducono i livelli di colesterolo, o che richiedono terapia ipolipemizzante.

I pazienti verranno assegnati in modo casuale ad assumere Rosuvastatina 10mg oppure placebo, in un rapporto 1:1. ( Xagena2005 )

Fonte: The European Journal of Heart Failure, 2005

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