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52 convegno cardiologia milano
Associazione Silvia Procopio

Gli Acidi grassi Omega-3 non riducono la morbilità e la mortalità cardiovascolare


Il trattamento giornaliero con Acidi grassi Omega-3 non ha ridotto il rischio di mortalità in un'ampia coorte di pazienti con fattori di rischio cardiovascolare.

E’ stato valutato l'effetto degli Acidi grassi polinsaturi n-3 in pazienti con molteplici fattori di rischio cardiovascolare o malattia vascolare aterosclerotica e senza storia di infarto miocardico.

Lo studio Risk and Prevention Study, in doppio cieco, placebo-controllato, ha incluso 12.513 uomini e donne italiani all'interno di una rete di 860 medici di medicina generale ( età media, 64 anni, 61.5% soggetti di sesso maschile ).

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale al 1 g/die di Acidi grassi Omega-3 ( n=6.244 ) oppure a olio d'oliva ( placebo ) ( n=6.269 ).

L'endpoint primario era il tasso cumulativo di morte, infarto miocardico non-fatale o ictus non-fatale; questo endpoint è stato rivisto a 1 anno, perché l'incidenza era inferiore al previsto.
L'endpoint primario rivisto era rappresentato dal composito di tempo alla morte cardiovascolare o dal ricovero ospedaliero per cause cardiovascolari.

Durante un periodo medio osservazionale di 5 anni, l'endpoint primario si è verificato nel 11.8% dei 12.505 pazienti inclusi nella analisi intention-to-treat, e precisamente nell’11.7% ( 733 di 6.239 ) di coloro che avevano assunto Acidi grassi Omega-3 e nell’11.9% ( 745 di 6.266 ) del gruppo placebo ( hazard ratio aggiustato, aHR=0.97 ).

Gli endpoint secondari di efficacia comprendevano un composito di tempo al decesso, infarto miocardico non-fatale o un ictus non-fatale; composito di tempo alla morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non-fatale o ictus non-fatale, morte per malattia coronarica, e morte improvvisa per cause cardiache.

Non sono stati dimostrati benefici in nessuno degli endpoint secondari.

La morte per cause cardiovascolari è stata del 2.3% per il gruppo Acidi grassi Omega-3 versus 2.2% nel gruppo placebo ( HR=1.03 ); l’incidenza di morte improvvisa per cause cardiovascolari è stata pari allo 0.8% nel gruppo Omega-3 vs 0.6% per il gruppo placebo ( HR=1.22 ), e il numero di ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari è stato del 9.9% per il gruppo Acidi grassi Omega-3 vs 10.1% per il gruppo placebo ( HR=0.98 ).

Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento nel profilo generale di rischio cardiovascolare alla fine dello studio, tra cui diminuzione dei trigliceridi ed aumenti dei livelli di colesterolo HDL.

Gli eventi avversi più comuni sono stati quelli gastrointestinali correlati, tra cui dolori addominali, nausea e diarrea. I tassi sono stati simili in entrambi i gruppi.

Dallo studio non è emerso alcun beneficio significativo degli Acidi grassi Omega-3 nel ridurre il rischio di mortalità per cause cardiovascolari o di ospedalizzazione per cause cardiovascolari. ( Xagena2013 )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2013

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