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Studio TRITON-TIMI 38: predittori di sanguinamento e dipendenza temporale dell’associazione del sanguinamento con la mortalità


Il bilancio tra beneficio ( protezione da ischemia ) e rischio ( sanguinamento ) è una considerazione chiave nella scelta dell’intensità della terapia antipiastrinica per pazienti con sindromi coronariche acute.

È stata condotta un’analisi allo scopo di identificare le caratteristiche basali che predicono in modo indipendente il sanguinamento e per determinare quanto gli eventi di sanguinamento possano influenzare la successiva mortalità nello studio TRITON-TIMI 38 ( Trial to Assess Improvement in Therapeutic Outcomes by Optimizing Platelet Inhibition With Prasugrel - Thrombolysis in Myocardial Infarction 38 ).

Analisi di regressione a variabili multiple di Cox aggiustate per trattamento e variabili basali e procedurali sono state utilizzate per determinare i predittori per sanguinamento grave ( TIMI maggiore o minore ).

Dai 13.420 pazienti con sindromi coronariche acute inclusi in questa analisi, 534 ( 4.0% ) sono andati incontro a un evento di sanguinamento grave.

Le variabili con la più alta forza di associazione con il rischio di sanguinamento sono risultate essere sesso femminile, uso di un inibitore della glicoproteina IIb/IIIa, durata dell’intervento, età, assegnazione a Prasugrel, caratteristiche regionali, diagnosi di infarto del miocardio con sopraslivellamento del tratto-ST ( infarto STEMI ) alla diagnosi, accesso femorale per angiografia, clearance della creatinina, ipercolesterolemia e ipertensione arteriosa.

Il sanguinamento grave è risultato associato a un aumento significativo dell’hazard ratio ( HR ) di 5.84 per la mortalità.

Tuttavia, l’hazard ratio non ha mostrato differenze statistiche dal rischio basale a 40 giorni dall’evento di sanguinamento.

In conclusione, i maggiori predittori di sanguinamento grave sono stati una combinazione di caratteristiche del paziente e procedurali e terapie antipiastriniche.
Benché il sanguinamento grave sia risultato fortemente associato a mortalità entro il primo mese dall’evento di sanguinamento, questa associazione non è risultata significativa oltre i 40 giorni. ( Xagena2011 )

Hochholzer W et al, Circulation 2011; 123: 2681-2689



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