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Studio EINSTEIN-Extension: Rivaroxaban produce benefici significativi nella prevenzione del tromboembolismo venoso sintomatico secondario


Il nuovo anticoagulante orale Rivaroxaban in compresse da 20 mg assunto una volta al giorno ha ridotto in misura significativa, rispetto al placebo, il rischio di tromboembolismo venoso ( TEV ) sintomatico ricorrente in pazienti trattati per un precedente episodio di trombosi venosa profonda ( TVP ) o di embolia polmonare ( EP ), con una bassa incidenza di sanguinamenti maggiori.

Nello studio clinico di fase III EINSTEIN-Extension ( EXT ), Rivaroxaban ha mostrato una riduzione significativa del rischio relativo ( RR ) pari all'82% nella recidiva di tromboembolismo venoso sintomatico, rispetto ai pazienti trattati con placebo ( 1.3% vs. 7.1%, rispettivamente ) ( p
Secondo Harry R. Büller, dell’Academic Medical Center di Amsterdam ( Olanda ), i risultati ottenuti con lo studio EINSTEIN-EXT evidenziano il potenziale beneficio clinico dell'estensione della profilassi per altri 6-12 mesi oltre la durata di trattamento attualmente raccomandata; questo studio potrebbe aiutare a cambiare il modo in cui i medici trattano i pazienti che hanno avuto in precedenza un evento di trombosi venosa proofonda o di embolia polmonare. Attualmente, fino al 10% dei soggetti trattati in modo adeguato secondo le attuali lineeguida va ancora incontro a recidiva entro 12 mesi dal primo evento.

Nello studio, Rivaroxaban è stato ben tollerato e l’incidenza di sanguinamento maggiore, endpoint primario di sicurezza, è risultata ridotta e senza differenze statisticamente significative ( p=0.11 ) tra i due gruppi ( 0.7% vs. 0.0% , per il braccio Rivaroxaban e quello placebo, rispettivamente ).
Un endpoint secondario che misura il composito di sanguinamento maggiore e di sanguinamento clinicamente rilevante, ma non maggiore, ha mostrato una differenza statisticamente significativa ( pUn aumento dei valori di transaminasi ALT maggiori di 3 x ULN ( limite superiore della normalità ) ( 1.9% nel braccio Rivaroxaban e 0.5% dei pazienti nel braccio placebo. Non sono stati riportati casi di danno epatico grave in nessuno dei due gruppi.
Fra i due gruppi di trattamento non sono state riscontrate differenze per quanto riguarda l'incidenza di eventi di natura cardiovascolare.

EINSTEIN è un programma di sviluppo clinico globale di fase III che consiste di tre studi clinici che coinvolgono circa 8.000 pazienti. In due di questi studi sono stati reclutati soggetti affetti da trombosi venosa profonda acuta sintomatica ( EINSTEIN-TVP, reclutamento completato ) o da embolia polmonare ( EINSTEIN-PE ).
In queste due sperimentazioni, EINSTEIN-TVP e EINSTEIN-PE, i partecipanti hanno ricevuto Rivaroxaban 15 mg orale due volte al giorno per le prime tre settimane, seguite da Rivaroxaban 20 mg orale una volta al giorno, in confronto ad un trattamento iniziale a base di Enoxaparina seguito da un antagonista della vitamina K.
Il terzo studio, EINSTEIN-EXT, ha posto a confronto l'efficacia e la sicurezza di Rivaroxaban rispetto a un placebo nella prevenzione secondaria del tromboembolismo venoso sintomatico ricorrente, estendendo il trattamento di profilassi di 6 o 12 mesi in aggiunta al trattamento precedentemente completato della durata di 6-12 mesi. Sono stati reclutati circa 1200 pazienti con trombosi venosa profonda sintomatica o embolia polmonare, in 28 nazioni in tutto il mondo.
Negli Stati Uniti ogni anno vengono riportati circa 2 milioni di casi di trombosi venosa profonda, e quasi 600.000 casi di embolia polmonare.

Rivaroxaban, un farmaco sviluppato dai laboratori Bayer di Wuppertal in Germania, è approvato dall’Unione Europea per la profilassi del tromboembolismo venoso in pazienti adulti sottoposti a chirurgia elettiva di sostituzione d’anca o di ginocchio, e viene commercializzato con il nome di Xarelto.

L’ampio programma clinico a sostegno di Rivaroxaban, lo rende l’inibitore diretto orale del fattore Xa più studiato al mondo. Si prevede che più di 65.000 pazienti saranno arruolati nel programma di sviluppo clinico di Rivaroxaban, che valuterà il prodotto nella profilassi e nel trattamento di diverse malattie della coagulazione sia acute che croniche, tra cui il trattamento del tromboembolismo venoso, la profilassi dell’ictus nei pazienti in fibrillazione atriale, la profilassi secondaria della sindrome coronarica acuta e la profilassi del tromboembolismo venoso nei pazienti ospedalizzati e allettati per patologie internistiche. ( Xagena2009 )

Fonte: 51st American Society of Hematology ( ASH ) Annual Meeting, 2009


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