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Sindromi coronariche acute in pazienti con infezione da virus HIV: tassi di eventi avversi e ruolo della terapia antiretrovirale


La terapia antiretrovirale altamente attiva ( HAART ) riduce drasticamente la morbilità e la mortalità associate alla infezione da virus dell'immunodeficienza umana ( HIV ), ma gli effetti negativi di HAART rappresentano una sfida sempre più impegnativa, in particolare nel contesto delle sindromi coronariche acute.

È stata effettuata una revisione completa di studi incentrati sulle sindromi coronariche acute in pazienti affetti da HIV sottoponendo a screening sistematico i database MEDLINE / PubMed.

Sono stati identificati in totale 11 studi che hanno incluso 2.442 pazienti, con una prevalenza di diabete mellito particolarmente bassa ( 10.86 ).

I tassi di mortalità ospedaliera sono stati pari all’8.00%, riconducibili a eventi cardiovascolari per il 7.90%, con il 2.31% avviato a sviluppare shock cardiogeno.

A un follow-up medio di 25.50 mesi non sono stati registrati decessi, con un'incidenza del 9.42% di infarto miocardico acuto e del 20.18% di rivascolarizzazione coronarica percutanea.

Inoltre, un'analisi combinata degli studi sull’incidenza di infarto miocardico acuto nei pazienti esposti agli inibitori della proteasi ha mostrato un rischio complessivo significativo di 2.68.

In conclusione, i pazienti con infezione da virus HIV, ricoverati per sindrome coronarica acuta, corrono un sostanziale rischio a breve termine di morte e un significativo rischio a lungo termine di rivascolarizzazione coronarica e infarto del miocardio, soprattutto se trattati con inibitori della proteasi. ( Xagena2012 )

D’Ascenzo F et al, Eur Heart J 2012; 33: 875-880


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