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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Insufficienza cardiaca: la fibrillazione atriale correlata a fratture vertebrali


Molti pazienti con insufficienza cardiaca possono avere un rischio in gran parte non-riconosciuto di fratture da compressione vertebrale.

Più del 10% dei pazienti con insufficienza cardiaca aveva fratture vertebrali da compressione documentata da esami radiografici del torace.
Il rischio maggiore è stato visto con la combinazione di insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale.

La grande maggioranza dei pazienti con fratture vertebrali da compressione non era stata sottoposta ad alcun trattamento per l'osteoporosi.

E’ stato ipotizzato che l'iperaldosteronismo sia una spiegazione biologicamente plausibile per la relazione tra insufficienza cardiaca cronica, osteoporosi, e fibrillazione atriale.

Esistono evidenze precliniche che collegano l’iperaldosteronismo alle fratture correlate all'osteoporosi associata a deplezione di Magnesio e Calcio.
Uno studio caso-controllo ha mostrato una riduzione del rischio di frattura in pazienti trattati con un antagonista dell'aldosterone; esiste evidenza che l'iperaldosteronismo può portare a fibrosi atriale e fibrillazione atriale.

Inoltre, studi recenti hanno suggerito che i pazienti con insufficienza cardiaca hanno un aumentato rischio di complicanze correlate all'osteoporosi.

Le fratture da compressione vertebrale sono una complicanza comune dell’osteoporosi, e nella maggioranza dei casi si manifestano in modo asintomatico; i pazienti hanno un aumentato rischio di successive fratture vertebrali e fratture dell'anca.

Anche se lo screening per la frattura da compressione vertebrale correlata all'osteoporosi non sia raccomandato, è stato suggerito che la radiografia del torace può rappresentare uno strumento valido in caso di studio in popolazioni a rischio, come i pazienti con insufficienza cardiaca.

E’ già stato dimostrato che almeno il 60% delle fratture vertebrali da compressione, clinicamente importanti, sono riconosciute mediante radiografia del torace; la specificità della radiografia del torace è pari al 100%.

Per valutare l'utilità della radiografia del torace nell’individuazione delle fratture vertebrali da compressione, Kristin Lyons della McGill University e colleghi hanno condotto uno studio trasversale per descrivere la prevalenza delle fratture vertebrali da compressione documentate ai raggi-x e identificare le correlazioni socio-demografiche e cliniche della frattura vertebrale.

Lo studio ha coinvolto 623 pazienti con scompenso cardiaco.

L'età mediana dei pazienti arruolati era di 69 anni e circa un terzo di età superiore a 75 anni; quasi un terzo era costituito da donne, e due terzi presentavano cardiomiopatia ischemica.
Inoltre, il 38% dei pazienti soffriva di fibrillazione atriale.

Nel complesso, 77 pazienti ( 12% ) hanno presentato fratture vertebrali da compressione. In 42 casi, i pazienti presentavano fratture vertebrali da compressione multiple.

Le cartelle cliniche hanno mostrato che il 15% dei pazienti con fratture da compressione erano stati trattati per l'osteoporosi.

E’ stata condotta un’analisi multivariata aggiustata per età, sesso femminile, peso, e farmaci.
I soli predittori indipendenti di fratture erano la fibrillazione atriale ( odds ratio, OR=2.1; P=0.009 ) e l'uso di farmaci ipolipemizzanti ( OR=0.20; P=0.03 ).

E’ stato trovato che il 55% dei pazienti con fratture vertebrali da compressione avevano fibrillazione atriale, rispetto al 36% dei pazienti che non avevano avuto fratture vertebrali.
Inoltre, il 47% dei pazienti con fratture vertebrali aveva una storia di terapia ipolipemizzante contro il 63% di quelli senza fratture vertebrali. ( Xagena2011 )

Fonte: Circulation Heart Failure, 2011


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