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Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Associazione Silvia Procopio

Impianto di stent differito rispetto a convenzionale nei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del segmento ST


Nonostante il successo del trattamento della lesione dell'arteria responsabile mediante intervento coronarico percutaneo ( PCI ) primario con impianto di stent, in alcuni casi si verifica embolizzazione trombotica, che compromette la prognosi dei pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento del segmento ST ( STEMI ).
Uno studio ha valutato gli esiti clinici dell’impianto di stent differito rispetto a PCI standard nei pazienti con infarto STEMI.

È stato effettuato uno studio in aperto, randomizzato e controllato in 4 Centri di PCI primaria in Danimarca.

I pazienti eleggibili, di età superiore a 18 anni, avevano sintomi di insorgenza acuta della durata di 12 ore o meno, e sopraslivellamento ST di 0.1 mV o più in almeno due o più derivazioni elettrocardiografiche contigue o blocco di branca sinistra di nuova insorgenza.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a essere sottoposti a PCI primario standard con impianto di stent immediato o impianto di stent differito 48 ore dopo la procedura indice se poteva essere ottenuto un flusso stabilizzato nell’arteria correlata all'infarto.

L'endpoint primario era un composito di mortalità per tutte le cause, ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca, infarto ricorrente, ed ogni rivascolarizzazione non-pianificata del vaso target entro 2 anni di follow-up.

Tra il 2011 e il 2014, sono stati assegnati in modo casuale 1.215 pazienti a ricevere PCI standard ( n=612 ) o impianto di stent differito ( n=603 ).

Il tempo di follow-up è stato di 42 mesi.

Gli eventi che compongono l'endpoint primario si sono verificati in 109 ( 18% ) pazienti che avevano subito PCI standard e in 105 ( 17% ) pazienti con impianto di stent differito ( hazard ratio, HR=0.99, P=0.92 ).

L’Infarto miocardico correlato alla procedura, il sanguinamento che ha richiesto trasfusione o l’intervento chirurgico, la nefropatia indotta dal contrasto, o l’ictus si sono verificati in 28 ( 5% ) pazienti nel gruppo PCI convenzionale rispetto a 27 ( 4% ) pazienti nel gruppo stent differito, senza differenze significative tra i gruppi.

Nei pazienti con infarto STEMI, l’impianto di stent differito di routine non ha ridotto il verificarsi di morte, insufficienza cardiaca, infarto miocardico, o rivascolarizzazione ripetuta rispetto al PCI convenzionale.
I risultati di studi randomizzati in corso potrebbero far ulteriormente luce sul concetto di stenting differito in questa popolazione di pazienti. ( Xagena2016 )

Kelbaek H et al, Lancet 2016; 387: 2199-2206

Cardio2016



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