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Complicazioni neurologiche della endocardite infettiva


Uno studio ha valutato l'incidenza di complicanze neurologiche nei pazienti con endocardite infettiva, i fattori di rischio per il loro sviluppo, la loro influenza sull’esito clinico e l'impatto della chirurgia cardiaca.

È stata effettuata una analisi retrospettiva dei dati raccolti prospettivamente in una coorte multicentrica di 1.345 episodi di endocardite infettiva del cuore sinistro da 8 Centri di cura in Spagna.

Sono state analizzate le variabili predittive di complicanze neurologiche e di mortalità associata.

Un totale di 340 pazienti ( 25% ) hanno manifestato tali complicazioni: 192 pazienti ( 14% ) hanno avuto eventi ischemici, 86 ( 6% ) hanno avuto encefalopatia / meningite, 60 ( 4% ) hanno presentato emorragie, e 2 ( 1% ) hanno avuto ascessi cerebrali.

I fattori di rischio indipendenti associati con tutte le complicanze neurologiche sono stati: dimensioni della proliferazione di 3 cm o più ( hazard ratio, HR=1.91 ), Staphylococcus aureus come causa ( HR=2.47 ), coinvolgimento della valvola mitrale ( HR=1.29 ) e terapia anticoagulante ( HR=1.31 ).
Quest'ultima variabile è risultata particolarmente legata a una maggiore incidenza di eventi emorragici ( HR=2.71 ).

La mortalità complessiva è stata del 30% e le complicanze neurologiche hanno avuto un impatto negativo sull’esito ( 45% dei decessi rispetto al 24% nei pazienti senza queste complicazioni, P minore di 0.01 ), anche se solo l’ictus ischemico da moderato a grave ( HR=1.63 ) e l’emorragia cerebrale ( HR=1.73 ) sono stati significativamente associati con una prognosi peggiore.

Il trattamento antimicrobico ha ridotto ( dal 33% al 75% ) il rischio di complicanze neurologiche.

Nei pazienti con emorragia, la mortalità è stata più alta quando l'intervento chirurgico è stato eseguito entro 4 settimane dall'evento emorragico ( 75% contro 40% nella chirurgia tardiva ).

In conclusione, l’ictus ischemico da moderato a grave e l’emorragia cerebrale hanno dimostrato di avere un significativo impatto negativo sull’esito della endocardite infettiva.
Un appropriato trattamento antimicrobico precoce è decisivo, e dovrebbe essere considerata la sospensione transitoria della terapia anticoagulante. ( Xagena2013 )

García-Cabrera E et al, Circulation 2013; 127: 2272-2284

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