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Terapia dell’ipertensione polmonare dovuta a malattia polmonare e/o a ipossia

Attualmente non c’è nessuna specifica terapia per l’ipertensione polmonare associata alla broncopneumopatia cronica ostruttiva ( BPCO ) o alle malattie interstiziali del polmone.

La somministrazione per lungo tempo di Ossigeno ha mostrato di ridurre, in modo parziale, la progressione dell’ipertensione polmonare nei pazienti affetti da BPCO.
Tuttavia, con questo trattamento, raramente, la pressione arteriosa polmonare ritorna ai valori normali e le anormalità strutturali dei vasi polmonari rimangono inalterate.

Nelle malattie polmonari interstiziali, il ruolo della terapia a lungo termine con Ossigeno nella progressione dell’ipertensione polmonare è meno chiaro.

Il trattamento con vasodilatatori convenzionali non è raccomandato poiché possono alterare lo scambio gassoso a causa dell’inibizione della vasocostrizione ipossica polmonare, e la loro mancanza di efficacia dopo impiego prolungato.

Il trattamento di scelta per i pazienti con BPCO e malattie polmonari interstiziali e associata ipertensione polmonare che sono ipossiemici è rappresentata dalla terapia di lunga durata con Ossigeno.

I pazienti con ipertensione polmonare dovuta a malattie polmonari ( caratterizzata da dispnea insufficientemente spiegata da disturbi meccanici polmonari e pressione arteriosa polmonare media maggiore o uguale a 40-45 mmHg a riposo ) dovrebbero essere trasferiti in Centri con esperienza.

L’impiego di terapia mirata per l’ipertensione arteriosa polmonare nei pazienti con BPCO o malattie interstiziali del polmone e pressione arteriosa polmonare inferiore a 40 mmHg, è attualmente scoraggiato perché non esistono dati sistematici riguardo sulla sicurezza o sull’efficacia. ( Xagena2009 )

Fonte: European Heart Journal, 2009


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